Stanotte ho letto un libro bellissimo di Paolo rumiz.Che rumiz sia un meraviglioso esempio di giornalista editiorialista viaggiatore e per di piu triestino è risaputo. L'idea è semplice: farsi il giro d'italia in seconda classe seguendo le rotte della lentezza. Si la lentezza ferroviaria, lontano dalle tav dalle merendine date in prima classe dai pc carichi di divx da vedere dai biglietti su internet dai codici da dare ai controllori.
I treni di rumiz si obliterano ma hanno la caretteristica di andare a 70 km h e a quella velocità vedi i colori dei fiori senti l'odore della terra. I suoi giudizi sono secchi e diretti come solo un triestino puo dare e che ahimè ho imparato a riconoscerli sulla mia pelle.
La mia pelle appunto. Io sono nato su un treno, mio nonno li guidava (e li ha guidati per l'europa) il mio papà li costruiva. (se andate da salerno a lametia in treno è grazie anche al lavoro del mio papà).
Su quei treni ho imparato a capire l'evoluzione dell'italia. Ho visto signori di una certa età salire l'abito della festa per poi finire con le maniche piegate a fumare nei corridoi le nazionali senza filtro (ah i bei tempi di quando si fumava in corridoio) ho imparato a riconoscere gli odori delle parmigiane di melenzane o delle paste al forno.
Perche reggio calabria torino era un viaggio tosto per uomini veri.
Ora invece senti odore di cous cous di involtini primavera di dolci con la panna acida, figli di un italia multietnica.
E torino reggio in treno resta ora come allora un viaggio per uomini duri
Ecco sui treni ho visto la prima zizza abnorme, durante un viaggio a verona con il nonno per assistere ad manifestazione del sindacato. Era di una signora in canotta arancione nella ns cuccetta e la sisa si ribello' a quella canotta e li capii che una zizza grande non ha regole ne di gravità ne di staticità.
Avevo 6 anni.
Beh verso le 4 mi so riaddormentato pensando ad ipotetico viaggio. Passavo in rassegna le città che avrei visitato.
Tiene che sembra il nome di una corda appesa all'italia, castelfranco veneto che dal nome sembra una citta di libertà nobiliari (il castello franco) mestre con l odore di vongole e di amianto ma anche sassari con i banditi alessandria o mugello che sa di vino rosso e non di motori e granpremi.
Bene la lentezza...come stanotte. Calda ed accogliente come l albero di nespole del giardino sotto casa mia.


3 commenti:
che hai un grande dono
e m'incanto a leggerti.
smack
Mi fai sognare quando ti leggo!
Un grosso bacio,mi manchi tanto!
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