Che sto leggendo questo libro.Che è la storia di un lotta. Di un padre con la tossicodipendenza del figlio. Tralasciando alcune stucchevoli polemiche scoppiate in america molto political correct. (del tipo perche il libro del padre è venduto negli starbucks' mentre quello del figlio, più crudo, no).
Avrò letto un centanaio di pagine e per il momento sospendo il giudizio. (cioè sembra fare un po troppo l'occhiolino ai telespettatori dell'Ophrah show).
Comunque la cosa che mi ha piu colpito e che in realtà è oggetto di riflessione l'ho trovata nella prefazione.
Questo libro è nato da un articolo che david sheff scrive per il new york magazine raccontando la sua storia quella di un figlio che nasce che subisce un trauma, quella della separazione dei suoi genitori e dell'affidamento congiunto in 2 città diverse dall'età di 5 anni. Questo trauma viene superato dall'affetto della nuova compagna del padre che è ricambiato da scuole dove viene stimolata la creatività, la sua passione per il surf e il vivere in un paradiso terreste.
Eppure si droga.
Ma è giusto parlare mettendo la propria faccia il proprio nome e cognome scrivendo del fallimento come padre della disgregazione dell'esistenza del proprio figlio?
Perchè se per David Sheff è stato catartico ha comunque aperto ferite e dolori a chi gli stava intorno.
Perche scriver(si) è liberatorio legger(si) e doloroso.
Ma ha creato una reazione in quelli che l hanno letto. Ogn1 si è adoperato per raccontar(si) le proprie vicende le lotte le lacrime.
Inconsciamente aveva creato delle reazioni.
In questi mesi l ho fatto anche io. Non ho lesinato righe ne parole per parlare di un periodo della mia vita difficile. E' servito per togliermi tutti i veli dell abito di dolore che la mia mente aveva cucito.
Per me è stato liberatorio, per qualcun altro no. , E' stato doloroso, per qualcun altro è stato il modo per smascherarsi e far vedere la propria natura, quella vera, per qualcun altro ancora è stato un modo per giudicare senza conoscere per puntare l'indice verso questo o quel modo di comportarsi. Come si voglia vedere ha creato reazioni
Ma quello scrivere per me è stato un inizio di un viaggio.
Penso anche per chi ha letto sia stato l'inizio di un viaggio.
In direzioni diverse, ma l'importante è partire.


2 commenti:
Ho sempre pensato che scrivere comporti delle grosse responsabilità. Ma ci sono cose che vanno scritte per non implodere. Costi quello che costi. Anche se io ho pagato (in parte) con la fine di una convivenza proprio a causa di ciò che ho scrittoe ho fatto leggere di me.
@irry. In realtà ho postato perchè mi ha ispirato quello che ti è successo. E un po quello che è successo a me un po di tempo fa.
Tvb.
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